ARCHIVIO: :. Benedetto XVI visto dalla catena COPE spagnola Postato il Venerdì, 20 ottobre @ 14:29:47 CDT
Argomento: c h i e s a
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Traduzione dallo spagnolo di b25© Commenti nel testod i b25© 15 Luglio 2006
Benedetto
XVI è il successore di San Pietro. Quando dal balcone centrale della
Basilica del Vaticano, il 19 di aprile del 2005, si proclamò "Habemus
Papam!", nacquero molti interrogativi di fronte a questa nuova tappa.
Tuttavia, un anno dopo essere stato proclamato Pontefice, su Benedetto
XVI ex Cardinal Ratzinger, qualsiasi speculazione soprattutto negativa,
sul suo papato, cade nel vuoto.
Egli ha subito tenuto molto
presente la figura di Giovanni Paolo II e il suo cammino. Anche se ogni
Papa è unico ed irripetibile perché PERSONA, Benedetto non ha
dimenticato la ricchezza, l'insegnamento dottrinale e umano del suo
predecessore. Benedetto XVI che viene chiamato "l'accademico che si fa
comprendere", ha saputo raccogliere i frutti della forza spirituale di
Wojtyla. Un esempio di questo è il suo magnifico rapporto con la
gioventù che abbiamo visto a Colonia e a Valencia. Ricordiamo che ci
furono più di un milione di giovani nella prima città e più di un
milione e mezzo di persone (in gran parte famiglie), nella seconda.
Semplice
e modesto, Giovanni Paolo II chiamava Ratzinger "il mio fidato amico" e
gli negò tre volte il suo ritorno in Baviera, sua terra natale perché
"lo necessitava a suo lato".
b25©: Oggi Benedetto XVI si è
confrontato per la prima volta con un evento mondiale dalle singolari
caratteristiche quali quelle che si sono vissute durante il V Incontro
Mondiale delle Famiglie. Un evento che ha lasciato un marchio a fuoco
in tutti i partecipanti e che ha commosso Benedetto XVI per la forza
che scaturiva da tutte le persone presenti all'evento. Vi fu una enorme
intesa tra il Papa e i fedeli, anche quelli che vennero all'incontro
solo per curiosità o perché costituiva un incontro storico.
Papa
Giovanni Paolo II convocò il 22 febbraio del 2005, il V Incontro
Mondiale delle Famiglie a Valencia, scegliendo profeticamente il tema
"la trasmissione della fede nella famiglia" e segnalando come data la
prima settimana di luglio del 2006. Lasciò il cammino segnato...
Il
Papa polacco voleva testimoniare in ogni modo possibile la "stupenda
novità" del "Vangelo della Famiglia" il cui valore è chiave per la
Chiesa e per la società. Questa è stata la preoccupazione costante del
Pontefice, dimostrato nella Esortazione Apostolica "Familiaris
Consortio" che analizza profondamente l'identità e la missione della
Famiglia a cui diede il nome di "Chiesa Domestica" e santuario della
vita.
b25: Similmente a come la Chiesa Ortodossa oggi viene chiamata Famiglia Madre.
Per
questo meraviglioso incarico, Benedetto XVI ha raccolto il "testimone"
(la Verità nella Chiesa passa come il testimone di una staffetta, di
epoca in epoca, senza che ne venga alterato il contenuto) di Giovanni
Paolo II con la speranza di migliorare una società i cui valori
familgiari sono sottomessi a varie pressioni, confusioni e dubbi. Papa
Benedetto ha accettato la sfida convinto che la "Famiglia Cristiana ha,
oggi più che mai, una eccezionale missione come la è quella di
trasmettere la fede e con essa, quei valori, quei principi e quelle
virtù inderogabili che formano l'essere umano in una persona adulta,
retta e responsabile. In una parola, affidabile. Ricordiamo che "i
genitori sono i primi evangelizzatori dei figli".
Abituati a
vedere Giovanni Paolo II visitando frequentemente i luoghi del mondo,
Valencia ha accolto Benedetto XVI con un bagaglio costituito da un
anno, un viaggio e una enciclica. Un anno molto intenso fatto di
insegnamenti e di Fede, un viaggio dove empatizzò con la gioventù
mondiale a Colonia, una enciclica "Deus Caritas Esta", dove ci ha
regalato, con serenità e fermezza, il "suo programma di governo":
l'amore come chiave per la vita.
b25: Intendere
l'Amore oggi come oggi è molto difficile. Il relativismo ci manipola
con varie strategie emotive facendoci credere che l'Amore sia sinonimo
di "lasciar fare qualunque cosa a tutti". Ma questo non è Amore. Semmai
è opportunismo o menefreghismo. L'Amore è la continua e costante
preoccupazione per il prossimo che si cerca di difendere dal male che
altri gli possono provocare oppure dal male che egli stesso provoca a
sé e al resto delle persone a conseguenza delle sue errate azioni, il
quale male si può estendere a macchia d'olio a tutta la società.
Cercare di evitare la distruzione continuando incessantemente ad
avvertire, senza stancarsi e senza avere nulla da guadagnarci se non
un'Armonia sociale che ci dona la Vera Pace, è la costante essenziale
che dimostra quanto Amore possiamo essere capaci di dare agli altri.
Benedicto XVI es el sucesor de San Pedro. Cuando desde el balcón
central de la Basílica del Vaticano, el 19 de abril de 2005, se
proclamó “¡Habemus Papam!”, surgieron multitud de interrogantes ante
esta nueva etapa.Sin embargo, un año después de su Pontificado, con
Benedicto XVI, el que fuera Cardenal Ratzinger, cualquier especulación
sobre su papado no existe.
Como no podía ser
menos, ha tenido muy presente la figura de Juan Pablo II. Aunque cada
Papa es único e irrepetible, no ha olvidado la riqueza y el legado
doctrinal y humano del anterior Pontífice. Aunque a Benedicto XVI se le
llama “el académico al que se le entiende”, ha sabido sacar fruto de la
fuerza espiritual del Wojtyla. Ejemplo de ello es su magnífica conexión
con la juventud. Recordemos el más de un millón de jóvenes que le
aclamaron el verano pasado en Colonia.
Sencillo y modesto, Juan Pablo II le llamaba “mio fidato amico” y le
negó por tres veces que volviera a su Baviera natal, porque “le
necesitaba a su lado”. Ahora ha llegado un evento mundial de singulares
características, al que se “enfrenta” por primera vez, y en España.
El venerado Santo Padre Juan Pablo II convocó el 22 de febrero de 2005,
el V Encuentro Mundial de las Familias en Valencia, eligiendo como tema
“La transmisión de la Fe en la familia”, y señalando como fecha la
primera semana de julio del 2006. Dejó señalado el camino...
El Papa polaco quería alentar de todas las formas posibles la
“estupenda novedad” del “Evangelio de la Familia”, cuyo valor es clave
para la Iglesia y la sociedad. Ha sido la inquietud constante del
Pontífice, reflejado en la Exhortación apostólica “Familiaris
Consortio”, que analiza profundamente la identidad y la misión de la
familia, a la que caracterizó como “Iglesia doméstica” y santuario de
la vida.
Por este maravilloso “encargo”, Benedicto XVI recoge el testigo de Juan
Pablo II con ilusión, en una sociedad donde los valores familiares
están sometidos a varias presiones e incertidumbres. “Papa Benedicto”
ha aceptado el reto, convencido de que la “familia cristiana tiene, hoy
más que nunca, una misión nobilísima e ineludible, como es transmitir
la fe (...) y la inserción en la comunidad eclesial”. Recordemos que
“los padres son los primeros evangelizadores de los hijos”.
Acostumbrados a ver a Juan Pablo II visitando múltiples rincones del
mundo, Valencia acoge a Joseph Ratzinger, hoy Benedicto XVI, con un
año, un viaje y una encíclica en su haber. Un año sobresaliente, un
viaje donde empatizó con la juventud mundial en Colonia, y una
encíclica “Deus Charitas est”, donde nos ha regalado, con serenidad y
firmeza, su “programa de gobierno”: el amor como llave para la vida.
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