IlTemplare Newbie


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Posted: Wed Jul 25, 2007 3:34 pm Post subject: :. Nuovo documento vaticano non afferma superiorità |
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Il nuovo documento vaticano non afferma la superiorità del cattolicesimo sulle altre confessioni
Afferma l’Arcivescovo Antonio Mennini, rappresentante della Santa Sede in Russia
ROMA, martedì, 24 luglio 2007 (ZENIT.org).- Il nuovo documento della Congregazione per la Dottrina della Fede non afferma la superiorità del cattolicesimo sulle altre confessioni. E’ quanto sostiene l’Arcivescovo Antonio Mennini, rappresentante della Santa Sede in Russia.
In un’intervista all’agenzia Interfax, il presule ha commentato i due documenti recenti della Chiesa cattolica “Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina della Chiesa”, del dicastero citato, e “Summorum Pontificum”, lettera apostolica di Benedetto XVI sulla Messa in latino.
Secondo l’Arcivescovo, il nuovo documento della Congregazione per la Dottrina della Fede “è stato promosso dal desiderio di chiarire alcune espressioni dell’insegnamento della Chiesa sull’ecclesiologia cattolica”, e quindi “in sostanza non ha apportato niente di nuovo e corrisponde pienamente all’insegnamento della Chiesa cattolica”.
Mennini sostiene che il documento non afferma alcuna superiorità del cattolicesimo sulle altre confessioni cristiane; piuttosto, “espone in modo obiettivo le caratteristiche che rendono possibile considerare una ‘comunità ecclesiale’ come Chiesa”.
In primo luogo, commenta, figura “la successione apostolica trasmessa nel sacramento dell’ordinazione e presente” “nella Chiesa ortodossa, ma assente in comunità ecclesiali derivate dalla Riforma”.
Il documento vaticano osserva infatti che anche le Chiese “separate” sono “strumenti di salvezza, il cui valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa cattolica”.
Dall’altro lato, il testo sottolinea la necessità di cercare vie che portino all’unità, delle quali la stessa Chiesa cattolica ha bisogno per essere veramente se stessa, visto che “l’universalità propria della Chiesa, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui, a causa della divisione dei cristiani, trova un ostacolo per la sua piena realizzazione nella storia”.
Quanto alla lettera apostolica “Summorum Pontificum”, l’Arcivescovo Mennini ha spiegato che il punto centrale non è tanto la Messa tridentina, quanto la liturgia in base al Messale pubblicato da Papa Giovanni XXIII nel 1962, “che non è mai stato canonicamente abrogato”.
“Questa liturgia può essere celebrata come forma straordinaria, mentre il Messale pubblicato da Papa Paolo VI e poi ripubblicato due volte da Papa Giovanni Paolo II rimane la forma ordinaria della celebrazione eucaristica”, ha commentato.
“Non dovremmo dimenticare – ha aggiunto – che l’utilizzo della versione precedente del Messale presuppone un certo grado di educazione liturgica, così come un’adeguata conoscenza del latino. Sono elementi rari oggi. E’ sbagliato parlare di ‘due riti’ perché ci sono due versioni dello stesso rito canonico”.
“Personalmente ho sempre notato la grande considerazione data in Russia alla bellezza e alla riverenza della liturgia, anche grazie all’influenza dominante della cultura ortodossa”, ha proseguito.
L’appello del Papa a riflettere sulla dimensione liturgica, ha concluso, “si adatta perfettamente a questo contesto. Ciò potrebbe essere realizzato con l’uso del Messale del 1962 in alcune occasioni e soprattutto attraverso una nuova scoperta degli elementi tradizionali della liturgia nell’uso del Messale ordinario”.
Commento di b25©
Non vorrei essere un elefante dentro una cristalleria dato che questo discorso è estremamente delicato. Entrano in gioco sensibillità e orgogli feriti che è difficile superare. L'essere umano a causa del suo peccato originale, interpreta i significati delle cose la maggioranza delle volte in modo distorto.
Per esempio.. il "potere" lo interpreta come la possibilità di dominare gli altri, giocando o infierendo su di loro. In realtà il vero potere è in primo luogo RESPONSABILITÀ e in secondo luogo, la consapevolezza di essere un "fratello maggiore" o un "padre" che ha il ruolo di guidare, insegnare e proteggere i suoi figli, dai più buoni a quelli più discoli, cercando, al tempo stesso, di educarli in base al Vero Bene che si identifica con il Padre stesso.
Le rivalità non ci dovrebbero essere. Tutti dovremmo capire qual è il nostro posto e perché, qual è il nostro compito e perché e quali sono le nostre responsabilità. E se siamo "figli" non è una "umiliazione". È un processo non una divisione.
Con il documento di cui sopra, la Chiesa non vuole assolutamente affermare una ipotetica "superiorità". No. Al limite ESORTA alla totale FEDELTÀ in Dio. E questa FEDELTÀ comprende sia il Cristo che il suo Mistero, l'Eucarestia e tutti i Sacramenti, per esempio, così come la sua volontà di lasciare a Pietro e alla successione apostolica il gravoso incarico di guidare la Sua Sposa che è la Chiesa.
I protestanti non credono nei Sacramenti e questo non è sinonimo di piena Comunione - Fedeltà con la Volontà di Dio che è stata trasmessa attraverso i Sacramenti.
Agli ortodossi manca pochissimo nell'entrare totalmente in Comunione perché hanno i Sacramenti ma non credono (anche se lo rispettano) nel Papa Cattolico come reale successore apostolico per cause che ho già spiegato in questo stesso archivio e che dipendono da un'errata interpretazione dei "segni dei tempi" che lo Spirito Santo ha mostrato lungo il corso delle epoche.
È necessaria una grande UMILTÀ per riuscire a risanare la Sposa di Cristo dalle ferite che le sono state inflitte nel corso del tempo a causa di satana...
E questo mi ricorda tantissimo ciò che successe in Matteo 20, 20-28: Gesù rispose loro: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».
I veri imitatori di Cristo sono coloro che, vincendo il proprio orgoglio ed Ego diventano SERVI dei propri fratelli... Questo è il vero potere.
Sono anche coloro che, vincendo il proprio orgoglio e il proprio Ego, ammettono qual è il loro vero posto nel piano della Creazione e dentro la Chiesa, giacché la fedeltà a Cristo è anche fedeltà intera ai Sacramenti che Egli ci ha donato e alla successione apostolica, tanto più che tale successione non è mai stata smentita da chi, nel corso delle epoche, ha dimostrato di essere in contatto con Dio (i vari Santi).
Cercare la Verità è la Chiave per risanare la Sposa di Cristo e per farla diventare più forte, uniti in una SOLA FEDE che può essere espressa in differenti modi ma la sua sostanza deve risultare sempre uguale a sè stessa.
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