Un processo farsa condannò a morte il più potente ordine militare del Medioevo
Prefazione:
Un altro corpulento elemento della leggenda nera della Chiesa, pare
essere la persecuzione di Questa nei confonti dei Cavalieri Templari.
Poiché la Storia si studia e indaga con i documenti, è proprio un
documento a rappresentare l’imprescindibile passaggio per una corretta
analisi dei fatti: la Pergamena di Chinon.
In questa Pergamena, ora disponibile a tutti per la consultazione
nell’Archivio Vaticano, v’è l’assoluzione impartita da Papa Clemente V
al Gran Maestro del Tempio, fra’ Jacques de Molay, e altri dell’Ordine.
Perché una assoluzione? E soprattutto, come, un documento della fattispecie, risulta efficace ai fini apologetici?
Tra i templeri era ormai diffusa l’eresia o, peggio, l’apostasia.
Filippo IV il Bello ebbe un gran ruolo nella corruttela prima, nella
aberrazione vocazionale poi, del Sacro Ordine. Le ingenti somme dei
Templari avrebbero “agevolato” i suoi progetti bellici contro l’invisa
Inghilterra.
Come confermano diverse fonti coeve, il Papa appurò la fattualità di
gravi forme di malcostume e pianificò una radicale riforma dell’Ordine
per poi fonderlo in un istituto unico con l’altro grande ordine
religioso-militare degli Ospitalieri.
La Pergamena di Chinon ne era il primo atto, ai fini di una
riabilitazione e restaurazione degli originali propositi organici
all’Ordine.
Filippo IV il Bello si oppose strenuamente, ammiccando al progetto
reale di dissolvere i Templari dopo averne estinto lo spirito, e le
casse.
La sua volontà fu preponderante e il Concilio di Vienna del 1312 la
ratificò, non senza quel guizzo provvidenziale che la storia sempre
riconosce a chi è guidata dallo Spirito.
La Bolla di sospensione, come è corretto chiamarla, né condannò, né abolì l’Ordine, il quale fu censurato.
Dopo avere espressamente dichiarato l’inefficacia del processo ai fini
di una imputazione d’eresia (“Ora, è vero che dai processi svolti
contro quest'ordine, esso non può canonicamente esser dichiarato
eretico con sentenza definitiva; ma lo stesso ordine, a causa di quelle
eresie che gli vengono attribuite ha conseguito una pessima fama.”),
Clemente V sospende l’ordine dei Templari in via di una sentenza non
definitiva dettata dalla superiore necessità di evitare un grave
pericolo alla Chiesa, con divieto sotto pena di scomunica di continuare
ad usarne il nome ed i segni distintivi.
Questo la Storia ci consegna.
Ritorniamo indietro nel tempo...
Rileggendo uno dei tanti libri della mia biblioteca intitolato "La fine
dei Templari" di Andreas Beck, nella prefazione si legge: "Gli albori
del XIV secolo videro una delle più grandi tragedie della storia della
Chiesa, il processo contro i templari. Il loro ordine, che fino a quel
momento godeva di grande reputazione e possedeva grandi ricchezze,
venne accusato d'una serie di crimini dal re di Francia Filippo il
Bello e dai suoi ministri. Il re, avvalendosi di un'Inquisizione
guidata dallo Stato (l'istituzione dell'Inquisizione passò molto presto
nelle mani dei nobili e degli imperatori che la adoperarono per i loro
scopi "in nome di Dio" ndr.) fece arrestare più di mille cavalieri, ne
fece torturare molti, molti li mandò al rogo. Papa Clemente V in un
primo tempo s'oppose ad un simile atto di violenza, un atto che si
faceva beffe d'ogni diritto. Ma alla fine cedette alle pressioni
imperiali e soppresse l'ordine per via amministrativa.
Le accuse rivolte ai Templari erano false, le loro confessioni estorte
con la tortura e prive quindi d'ogni valore. I cavalieri non erano nè
migliori nè peggiori d'altri membri di ordini di quel tempo. Soltanto,
Filippo IV aveva bisogno del loro danaro, delle loro vaste propietà
terriere, delle loro fortezze; e così i suoi ministri escogitarono le
fandonie sulla colpevolezza dell'ordine per poterlo annientare (mobbing
ndr.) La responsabilità di questo, che fu forse il maggior assassinio
giudiziario del medioevo, spetta soprattutto al re di Francia ma anche
il Papa mancò: si lasciò ricattare divenendo anch'egli, in tal modo,
persecutore dell'ordine che in realtà avrebeb dovuto difendere. - Oggi
sappiamo che l'infallibilità del Papa avviene solo in materia di fede.
La Chiesa lo ha capito a causa dei suoi stessi errori che la storia ha
rivelato dando un giudizio naturale sulle decisioni prese anche da una
certa parte della Chiesa. Il sapere millenario della Chiesa di oggi
mette in guardia il Magistero da possibili sbagli di questo tipo, che
sono più che altro strategici e di valutazione. Anche il Papa è un
essere umano e se non viene interpellato per decisioni in materia di
fede, egli è suscettibile di errore.
I templari erano innocenti; restarono fedeli persino ad una Chiesa che
li perseguitava. Martiri della verità, difesero il loro ordine malgrado
le torture e i roghi. Con menzogne e spergiuti avrebbero potuto aver
salva la vita, comprarsi la libertà e un comodo compromesso. Si
rivelarono cristiani migliori, più santi di coloro che si piegarono
vilmente a un'autorità statale iniqua. Paolo VI chiese più d'una volta
perdono ai cristiani d'altre confessioni per le ingiustizie che la
Chiesa aveva perpetrato loro. Ma gli albigesi, gli ugonotti e non
ultimo Calvino perseguitarono a loro volta cruentemente i dissenzienti.
Brandirono la spada, fecero guerra a Roma. I templari, anche sottoposti
a supplizi, anche tra le fiamme del rogo, restarono veri figli della
Chiesa. Non uno di loro morì per un Credo ereticale. Nel XVIII sec.
papa Clemente XIV soppresse la Compagnia di Gesù. Anch'egli - al pari
del omonimo predecessore - fu sottoposto alla pressione del re di
Francia e dei Borboni, di Spagna e d'Italia. Ecco perchè il suo
successore, Pio VII, non esitò a rivedere la sentenza solo pochi anni
più tardi. Per questo, pur se riesce difficile immaginare che si
possano trovare successori di Giacomo di Molay (l'ultimo gran maestro
dei templari) e dei suoi cavalieri, perlomeno in linea di principio
dovrebbe sussistere il diritto di oter di nuovo portare la croce dei
templari.
I templari, giustiziati nell'Europa del Nord in virtù d'un arbitrio
giudiziario a cui la Chiesa aveva fornito la propria approvazione
(seppur estorta con il ricatto), in Spagna e Portogallo sopravvissero
come "Cavalieri di Cristo" e si distinsero in grandi opere in campo
letterario, architettonico, artistico. In Italia sopravvivono come I
Legionari di Cristo.
Breve storia dei Templari
Intorno al 1120 Ugo di Payens radunò un drappello di nove cavalieri
della Borgogna e della Champagne, a protezione dei pellegrini sulle
pericolose strade che conducevano ai luoghi santi. Il re Baldovino II
(1118-1131) donò ai "poveri Cavalieri di Cristo" com'erano chiamati,
un'ala del suo palazzo a Gerusalemme, che sorgeva sulle fondamenta del
Tempio di Salomone. Qui la comunità costruì, accanto alla Basilica
della Roccia, l'odierna moschea di Al-Aqsa, il monastero che doveva
divenire la sua casa-madre e da questo prese il nome.
In quel tempo si stava tentando di costruire in Gerusalemme una
comunità dove musulmani e cristiani potessero convivere in pace. - A
tale proposito vi consiglierei di comprare il recente film che si
svolge durante la II Crociata intitolato "Il Regno dei Cieli" -
La fama della nuova istituzione giunse presto in Francia. Nel
1128 l'ordine fu riconosciuto dalla Chiesa nel concilio di Troyes.
L'abate dei cistercensi Bernardo di Chiaravalle, mise tutto il suo zelo
nel patrocinare i templari, e ne ispirò la regola. La sua opera De
laude novae militiae, indusse numerosissimi giovani delle casate
nobiliari di tutt'europa a indossare il mantello bianco solcato dalla
croce scarlatta.
Un'altra élite del secolo, i canonici agostiniani, che possedevano una
chiesa accanto alla Basilica della Roccia, funsero da esempio per i
templari per la loro vita comunitaria. Da Citeaux, primo monastero
dell'ordine cistercense, derivò la severità della loro ascesi, dagli
agostiniani il gusto per la liturgia sontuosa. Entrambi gli ideali
permasero tali sino alla tragica fine dell'ordine.
San Bernardo da Chiaravalle trasmise ai cavlieri suoi figli spirituali
la devozione a Maria e il grande rispetto per la donna. Come recitava
la Regola: "maria presiedette al principio del nostro ordine, ne
presieda anche, se questa sarà la volontà del Signore, la fine". Ancora
sulla pira del rogo l'ultimo gran maestro dei templari, Giacomo di
Molay, ingiunse ai suoi carnefici di legarlo col viso rivolto verso
Notre Dame.
Le regole venivano rispettate in modo molto stretto, infrazioni
eventuali venivano punite con severità, la fornicazione per esempio,
che più tardi sarà tra le accuse rivolte all'ordine, veniva punita col
carcere a vita. Le segrete dei templari erano famigerate; i cavalieri
che s'eran macchiati di qualche colpa mangiavano seduti sul pavimento;
la caccia, gran passione dei nobili signori del tempo, era proibita ai
templari. L'bbedienza era assoluta; persino in catene i cavlieri ancora
chiedevano di poter incontrare Molay, durante l'epoca della loro
Inquisizione, perchè senza il Gran Maestro non potevano decidere nulla.
Le poche chiese dei templari che ci restano appartengono col
loro stile spoglio e sobrio, al mondo aspro di San Bernardo, ma allo
stesso tempo, un mondo dove l'architettura si fonde perfettamente con
la natura circostante dei luoghi dove le opere vennero costruite. (...)
I templari costituivano il fior fiore delle truppe delle
crociate e rivendicavano a sè l'onore di gettarsi per primi nella
mischia. Non infrequentemente dovettero pagare con un alto tributo di
sangue questo privilegio: la gran parte dei cavalieri dell'ordine che
andarono a combattere in Tessa Santa non fece ritorno. Ma con la loro
fama d'essere i pù valorosi difensori della Croce non facero fatica a
rimpinguare le fila diradatesi. Si distinsero anche fuori dalla
Palestina. Quando le orde mongoliche minacciraono l'europa, i templari
contribuirono non poco alal sua difesa, che solo nella battaglia di
Liegnitz, nell'anno 1241, trovò provvisoria soluzione. Nella penisola
iberica stettero parimenti in prima linea. I sovrani di Spagna e
Portogallo difficilmente avrebbero conseguito le loro vittore senza i
templari.
I templari divennero un modello per tutti gli altri ordini
cavallereschi. L'rdine ospitaliero era stato fondato prima, ma i
gerosolimitani in un primo tempo si limitavano a prendersi cura dei
malati. Fu l'esempio dei templari ad esser loro di stimolo per
trasformarsi in una truppa militare. I cavalieri teutonici, fondati
molto più tardi, assunsero sia la Regola che l'organizzazione dai
templari. Lo stesso dicasi degli altri ordini cavallereschi,
soprattutto quelli della Penisola Iberica.
Purtroppo la nostra natura umana si fa facilmente inebetire
dall'agiatezza, dalla ricchezza, dalla gloria e dal potere. Il potere è
visto dalla psiche umana in modo sbagliato. Chi ha potere ne viene
quasi ubriacato. Pensa che qualsiasi cosa o atteggiamento sia lecito,
di averne "il diritto" solo perchè si può piegare gli altri al proprio
volere ma il potere non è questo. Quando si ha un potere si viene
investiti di una ENORME responsabilità che ci deve far riflettere su
come veramente sia giusto usare il potere in nostro possesso. "Non fare
agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Certo è che se il
potere viene concentrato nelle mani di uno psicopatico sado-maso, la
frase di cui sopra per lui non avrebbe alcun senso e la società
patirebbe le più terribili sofferenze. Sappiamo che nel corso della
storia queste situazioni di oppressione sono accadute fin troppo spesso
ma la storia odierna non è da meno. La Cina sta imprigionando e
torturando centinaia di preti cattolici solo perchè ardiscono portare
avanti una Verità che farebbe crollare tutte le ipocrisie del governo
comunista centrale. Fidel Castro ha proibito per anni e anni la pratica
religiosa e se oggi qualcosa ha concesso, è sempre controllato dal
regime. In Europa il nazista di Zapatero con l'aiuto delle lobby gay
stanno tentando di stravolgere la morale cristiana (che svelerebbe i
loro intrighi) per poter agire indisturbato senza incorrere nella vera
Giustizia che li giudicherebbe come si meritano. Anche i Templari,
purtroppo, degenerarono per effetto di un potere economico, strategico,
militare e sociale che non seppero gestire. Non fu forse questo il
peccato di Adamo ed Eva? Avere la piena Libertà decisionale è un potere
che la prima coppia non seppe gestire ed istigata dal serpente, non
riuscì a controllare la propria curiosità, la propria ambizione di
"essere come Dio", la propria diffidenza nei confronti di un Padre che
aveva dato loro TUTTO. Solo chiedeva loro E IN QUEL MOMENTO di non
mangiare dell'albero del bene e del male perchè "sarebbero morti". E
così fu. Divennero MORTALI quando prima erano immortali. Dio ha sempre
detto la Verità perchè Egli stesso è Verità. satana è l'essere immondo
che dicendo "mezze verità" porta la menzogna "travestita".
E così, anche per i Templari, gli ideali di religiosità con il
crescere della ricchezza, vacillarono. I "poveri Cavalieri di Cristo"
in brevissimo tempo erano divenuti agiati signori. Essendo i messi più
fidati tra occidente e oriente, era ad essi che in occidente s'affidava
l'oro destinato ai crociati in oriente. I templari possedevano una
flotta potente. Non v'era pirata che avrebbe osato catturare una nave
dell'ordine. In breve bastò versare una somma in Europa per ricevere in
Palestina per quietanza l'ammontare corrispondente. Nacquero così le
prime operazioni bancarie tramite assegno. Le banche devono ringraziare
i Templari della loro esistenza. Infine i ricchi presero ad affidare
alle munite fortezze dell'ordine i loro tesori. Sicuramente tra i
Templari ci furono i corrotti. Ci sono in ogni gruppo umano perchè la
corruzione fa parte delle debolezze della nostra natura e i Templari
non erano certo perfetti. Il potere conferito loro dall'importanza
sociale e dalle ricchezze contribuirono a far montare la testa ad
alcuni di loro che diventarono fanatici e più avanti, utilizzarono le
Crociate e il nome di Dio solo per arricchirsi e non per il proposito
con cui erano partiti all'inizio. MA NON TUTTI I TEMPLARI FURONO COSÌ.
Solo alcuni di loro, gerarchi, che la bramosia di potere, l'ignoranza e
la durezza di cuore, aveva fatto loro dimenticare i propositi originari
dell'ordine.
Quando di tanto in tanto i grandi propietari terrieri
mancavano di liquidi, quando i re dovevano finanziare delle guerre,
prendevano a prestito dai ricchitemplari il denaro necessario. È vero
che i cristiani non potevano richiedere interessi, ma i cavalieri
sapevano evitare di subir danni tramite tariffe di prestito. L'abilità
di quei banchieri in tonaca spinse principi e pontefici ad affidar loro
le proprie finanze. Anche Filippo il Bello fece per anni dei templari i
propri funzionari delle imposte, e affidò al Tempio di Parigi il tesoro
della corona.
barby ==> Quando venni ad abitare a Barcellona, lavoravo
come assistente turistica. Un giorno mi capitò di accompagnare un
gruppo dove vi era una coppia di ebrei. Essi cercavano dei documenti
dove è oggi rimasta una parte della biblioteca ebraica di Girona che si
dice fu distrutta dall' esercito della Regina Isabella di Castiglia con
la scusante di "marranesimo" cioè di eresia. Quel giorno seppi che,
leggenda o meno, si racconta come i Templari avessero conosciuto in
Terra Santa, la Kabala che a quel tempo le comunità ebraiche ancora
sapevano decifrare. Un secolo più tardi toccò al Rabbino di Girona
riscoprire il rebus, che poteva predirre attraverso numeri, come un
Oracolo, se un avvenimento ECONOMICO poteva essere vantaggioso. Una
leggenda di Girona (se di leggenda veramente si tratta) narra che le
comunità ebraiche sorte nella penisola iberica intorno a Girona e a
Barcellona nel XII, fossero in possesso di tale Kabala che non
sbagliava un affare. Quindi i Templari potrebbero veramente aver avuto
contatti, seppur in Terra Santa, con qualche rabbino che ne aveva
diviso il sapere.
Si dice che Isabella di Castiglia si fece dare denaro da una
di queste comunità ebraiche per finanziare la spedizione di Colombo
verso il Nuovo Mondo, alla fine del XV sec. con la promessa di dare
agli ebrei una certa percentuale di terre se la spedizione fosse andata
in porto. Si dice quindi che i Templari in qualche modo vennero a
conoscenza di questa Kabala molto prima, in Terra Santa e che proprio
grazie a lei, poterono accumulare ricchezze perchè tale oracolo, diceva
loro quando un affare era vantaggioso e quando no.
Leggenda? Realtà? Non lo sapremo mai. Le comunità ebraiche di
Girona e di Barcellona furono peseguitate (sempre se è vero perchè i
catalani stanno stravolgendo la storia a loro uso e consumo) e
distrutte all'inizio del XVI sec. da Isabella di Castiglia perchè esse
stavano acquisendo troppo potere economico e, di riflesso, anche potere
religioso. Si dice che Isabella di Castiglia considerò la situazione
come una minaccia per il cattolicesimo dell'epoca, e fece in modo di
allontanare con la forza gli ebrei dal territorio. SI DICE ma fino ad
ora non ci sono documenti originali che lo possano provare. Può anche
darsi che veramente gli ebrei all'epoca potevano costituire un
pericolo. Ricordiamoci che nemmeno loro sono degli stinchi di santo e
che la loro religione pur essendo la base della nostra, non è completa
e tende sempre al radicalismo. Meno che quella islamica ma,
sicuramente, non è certo universale come quella cattolica.
Per i Templari sappiamo che furono sterminati da Filippo il
Bello molto prima delle comunità ebraiche. L'Imperatore che prima li
aveva tanto osannati quando a lui faceva comodo era ora diventato il
loro carnefice. È interessante notare che ambedue, ebrei da una parte e
templari dall'altra, costituirono una minaccia per i sovrani del tempo
a causa del loro potere economico e, guarda caso, la situazione si
ripete durante la II guerra mondiale. Hitler mosse contro gli ebrei più
che altro per togliere la Germania dal potere conomico che le comunità
ebraiche avevano sviluppato. Sembra quasi che ci sia una specie di
"barriera" o limite invalicabile per cui, quando un gruppo di persone
raggiunge un potere molto grande, soprattutto se a livello economico,
viene abbattuto, come se inconsciamente si ricercasse un equilibrio
internazionale per poter far sopravvivere il sistema. Queste mie
elucubrazioni può darsi che siano per voi indecifrabili ma per me sono
un altro tassello per comporre un immenso quanto affascinante puzzle
che è la nostra storia umana e, ancor di più, la conoscenza della
nostra psiche e anima. ==>
I Templari erano conosciuti per essere gente che comprava
volentieri ma non vendeva mai. Forse da quegli avvenimenti il motto
antico: "per arricchirti compra ma non vendere". Non pochi grandi
potentati s'eran mostrati riconoscenti quando l'ordine li aveva tratti
dagli impicci con un credito; riconoscenza ceh s'era poi mutata in
collera quando il prestito era stato reclamato a termine. D'altra parte
il Tempio era noto proprio per le sue elemosine. Nei suoi monasteri si
faceva la carità ai poveri con sollecitudine e munificenza. Va tuttavia
sottolineato che neppure i mendicanti furono ospiti roconoscenti.
Guardavano con invidia alle mense dei signori e non infrequentemente
finirono di raccontare di gozzoviglie davvero poco edificanti.
Un'altra causa della decadenza del Tempio fu la lassezza con cui veniva
gestita l'ammissione dei nuovi membri; non v'era forma alcuna di
noviziato. Sappiamo dagli atti del processo che le relazioni famigliari
avevano un ruolo importante, e che i parenti si conferivano titoli e
cariche. Così per esempio, l'ultimo Gran Precettore di Francia, Ugo di
Pairaud, era nipote d'un alto dignitario dell'ordine. Un camerlengo
pontificio che rese poi, al cospetto di Clemente V, le più fatali
confessioni, era stato accettato a Cipro all'età di undici anni.
Palesemente, nell'accettare non si guardava al grado della vocazione
religiosa, determinanti erano i quarti di nobiltà e le relazioni.
Uomini che avevano ottenuto l'abito dell'ordine in base a simili
criteri, non potevano poi assumer granchè gli ideali dello stato
religioso. Tuttavia quest'abuso non colpiva i templari soltanto: sino
al XVIII secolo i cadetti delle famiglie nobiliari venivano destinati
alla carriera ecclesiastica.
I Templari non erano nè meglio nè peggio d'altri ordini dell'epoca.
Giacomo di Molay si rifiutò di fondere i templari con i gerosolimitani
perché giudicava che costoro avessero mitigato troppo la Regola. Il
gran maestro mai avrebbe osato addurre quest'argomento al Papa se non
fosse stato convinto che le sue motivazioni erano fondate.
Sventuratamente la ricchezza, l'orgoglio di casta, la
gloria sui campi di battaglia indussero in tentazione i templari,
suscitando in loro una superbia senza confronti. Osarono sfidare papi e
monarchi. Estromisero in pratica dalla Palestina i loro rivali, i
cavalieri teutonici e contro i gerosolimitani condussero guerre vere e
proprie, spesso per motivi di prestigio.
Senza dubbio la loro caduta si deve in gran parte a questa loro
superbia che avevano assimilato. Filippo il Bello tra gli altri divenne
un loro avversario implacabile anche perché i cavalieri avevano ferito
il suo orgoglio.
L'invidia è sempre alle porte ed è una delle cause principali che muove
l'essere umano al male.
Dal punto di vista strettamente militare i templri, fino al
crollo del vicino oriente cristiano, si mostrarono all'alterzza della
fama loro abituale; durante l'assedio di Acri non cedettero fino
all'ultimo. La difesa della fortezza era ormai chiaramente senza
speranza, senza alcun pericolo ci si sarebbe potuti mettere in salvo
via mare. Ma i cavalieri combatterono e morirono fino all'ultimo uomo.
Non potendo più guidare l'avanguardia in battaglia, si trasformarono in
retroguardia e sacrificarono così le loro vite, ultimi crociati in
Terra Santa.
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